Paolo Genta (x)

Unuseful Blog

Il colpevole silenzio femminista sulle donne islamiche

30 April 2009
Categoria: pensieri — gentax @ 9:34 am

Riporto in toto articolo letto su Dnews di tre giorni fa:

Perché le femministe non si occupano delle donne islamiche che nei loro paesi sono soggette alla Sharia, cioè a quella interpretazione del Corano che le costringe alla schiavitù e per la quale sono considerate meno di animali domestici? Noi occidentali sappiamo bene che in molti paesi islamici il velo è obbligatorio, che alle bambine, è proibito andare a scuola, che le donne non possono uscire da casa se non accompagnata da un uomo. Sappiamo tutte che quelle donne sono costrette al matrimonio anche se giovanisssime, alla pena di morte o al carcere se vengono stuprate, alla
lapidazione se hanno rapporti fuori dal matrimonio. E allora perché questo silenzio che assomiglia all’indifferenza? Se lo chiedeva ieri in una intervista al Corriere della Sera Ayaan Hirsi Ali la scrittrice e attivista politica oggi sottoscorta negli stati uniti per aver criticato l’Islam. Ma è una domanda a cui tutte dovremmo tentare una risposta perché questo silenzio non è più accettabile. Ne avanzo una. Le femministe in occidente sono prevalentemente di sinistra, sono contro la guerra, giudicano negativamente l’aggressione da parte degli occidentali dell’Afghanistan e
dell’Iraq, sanno che la condizione delle donne è stata utilizzata in modo strumentale dalla destra nazionale e planetaria per giustificare quelle aggressioni e un inaccettabile scontro di civiltà e allora –quasi inconsciamente, ma non per questo incolpevolmente – trascurano la questione.

Ma sono credibili delle donne che combattono per i loro diritti in occidente e poi abbandonano al loro destino altre donne che non hanno diritto eppure ad una condizione umana?

di Ritanna Armeni
giornalista e notista politica

Solidarietà agli amici dell’abruzzo

6 April 2009
Categoria: pensieri — gentax @ 3:21 pm

Posso fare poco fisicamente… per questa tragedia abruzzese, per questa tragedia italiana
Il ricordo va ad una poesia che studiai a scuola, che mi è sempre rimasta in testa, e che parla di quelle terre bellissime…

Il pastori

Settembre, andiamo. É tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
Lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
Scendono all’Adriatico selvaggio
Che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
Alpestri, che sapor d’acqua natìa
Rimanga nei cuori esuli a conforto,
Che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
Quasi per un erbal fiume silente,
Su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
Conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
Che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.

Ah perchè non son io co’ miei pastori?

(1908, D’Annunzio)